lunedì, 04 luglio 2011

Ma cosa è successo il 3 luglio?

I media sono impazziti in una serie di articoli usciti e modificati in tempo reale, fino alla stesura finale che aveva del surreale, articoli che parlavano di Black bloc abbinati a video con famiglie e palloncini, dichiarazioni, smentite e quant'altro, quasi le redazioni cercassero di mandare dei messaggi, più che pubblicare dei racconti di cronaca.

Mi sono state raccontate cose che poco hanno a che fare con la pubblica sicurezza (poi mi piacerebbe capire che cose centra il cantiere privato di un'opera "prioritaria per il nostro paese) con la pubblica sicurezza... ...mah!

Mi permetto di suggerire dei video, e vi sottopongo il testo di una mail che mi è arrivata attraverso un tam tam di messaggi.

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Elena e sono di Torino. Una quindicina d’anni fa ho iniziato a seguire la vicenda del TAV in valle di Susa e da almeno una decina di anni ho sempre cercato di partecipare a ogni corteo, manifestazione, assemblea e presidio credendo profondamente nell’importanza di esserci e di fare numero, di solidarizzare fra di noi e di essere sempre sul campo per vedere di persona, per informare e per divulgare con forza e contenuti le ragioni del NO. In questi anni, oltre all’organizzazione di un convegno presso la Facoltà di Agraria realizzato con un mio collega, nel mio piccolo ho sempre cercato di coinvolgere amici, colleghi, di spiegare le ragioni, di portarli a un’assemblea o a un momento di presidio.  E anche se inizialmente potevo venire targata come quella che “ostacola il progresso e un’opera che potrà portare solo lavoro (!!!)” ho avuto negli anni la gioia di vedere amici prima disinteressati oppure favorevoli al TAV abbracciare finalmente le “ragionevoli ragioni” del NO.

Ieri mattina, il 3 giugno, ho manifestato a Giaglione, ho portato degli amici da Torino che mai erano saliti in valle e che finalmente mi avevano manifestato la volontà di prendere anche loro una posizione decisa nei confronti di quest’opera assurda. Dopo una parte di tragitto tra famiglie, ragazzi, anziani e persone “comuni” come me di ogni età, uniti dallo stesso obiettivo, mi sono trovata in mezzo ad almeno un centinaio di ragazzi vestiti di nero, chi con passamontagna e chi no, con caschi, spranghe, bastoni, zaini carichi che suonavano di oggetti metallici, dagli accenti arrivavano da altre regioni. Evito di riportare qui la conversazione che ho avuto con uno di loro perché sarebbe controproducente proprio al nostro movimento. Era in ogni caso gente che mai avevo visto prima in una manifestazione in valle.

Mentre mi trovavo tra loro il presidio era stato già preso, sentivo da lontano esplosioni che nulla avevano a che fare con i lacrimogeni, ho immaginato che almeno un altro centinaio, se non di più, ci avessero preceduto.

Mi sono sentita impotente di fronte a un’onda anomala che nulla centrava con il movimento, con la manifestazione pacifica e con la voglia di democrazia non solo della Valsusa ma di tutta la nazione che “ragiona”. In questo caso risultava impossibile agire come spesso ci eravamo detti in tante manifestazioni, ossia di isolare i singoli individui con intenzioni violente in modo da non farci screditare.

Oggi l’obiettivo del Governo è stato raggiunto: i giornali parlano quasi solo della frangia violenta del corteo, molti di noi, molti di quelli che erano in mezzo ai boschi dicevano che non avrebbero più partecipato a un corteo con la presenza di questi individui. L’obiettivo di disgregarci e di screditarci è partito in modo molto più massiccio. La violenza di questi gruppi non ci farà riprendere la Maddalena, ne’ vincere una battaglia di questa lunga resistenza. Occorre che il movimento prenda pubblicamente le distanze da queste frange, chiedendo esplicitamente l’allontanamento di questi individui da ogni tipo di manifestazione. Attraverso i siti o attraverso un comunicato, le forme possono essere molteplici. Ne va della credibilità e della forza della nostra causa per non gettare al vento tutti questi anni di sacrifici. Con la certezza che la violenza può solo generare violenza e la vera forza del nostro movimento è sempre stato il carattere di pacifismo.

Vi chiederei pertanto di prendere una posizione netta e di iniziare a studiare tutti insieme forme di allontanamento di questi gruppi, prima di un’altra ingerenza in una manifestazione pacifica e coesa come sarebbe dovuta essere quella di ieri. Ridiamo al nostro movimento il carattere di pacifismo che sinora è stato il nostro baluardo!

Vi ringrazio per l’attenzione!Buona giornata a tutti.

Elena

 

 

 

 

 

Spero che in questo paese si riesca a pensare ancora con la propria testa, nonostante le chiare deviazioni mediatiche...

sabato, 30 aprile 2011

12-13 giugno ricordati di votare

15:19 Scritto da: ricubilicu in attualità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: referendum, acqua, pubblica, 2011 | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 27 marzo 2011

Il 12 o il 13 giugno fatti valere!

Oggi un amico mi ha fatto notare che sui media "normali" non sta passando nulla del referendum, eccomi allora a buttare giù due righe veloci su quello che ci verrà chiesto nei referendum del 12-13 giugno 2011.

Non starò tanto a dilungarmi, nè, tanto meno voglio polemizzare o altro sui contenuti del referendum. Sparo solo qui è la dei link per far girare l'informazione e su un concetto a me tanto caro, il conceto di quorum (bestia nera della partecipazione civile)

I quesiti sono 4 ma sono utili sostanzialmente ad abolire 3 "novità" . La prima novità riguarda il processo di privatizzazione dell'acqua: due quesiti, uno per abrogare la norma che prevede di rendere semprè più privatizzata la gestione delle forniture, il secondo invece vuole eliminare la parte della norma che di fatto liberalizza il prezzo di vendita dell'acqua, permettendo di lucrare liberalmente su un bene di tipo essenziale. Tutte le informazioni del caso possono essere trovate qui: http://www.referendumacqua.it/

La seconda novità riguarda il programma energetico nazionale che prevede la costruzione di centrali nucleari e siti per la lavorazione del materiale radiottivo nel nostro paese. Su questo argomento fioccano informazioni in tutta la rete, il difficile sta nel trovare informazioni genuine non viziate da interessi commerciali, beh, comunque il sito di riferimento per chi vuole abrogare la norma è questo: http://www.fermiamoilnucleare.it/ .

L'ultimo quesito riguarda una novità di cui non si stà più parlando negli ultimi giorni, la norma che prevede il legittimo impedimento: qui la faccenda si complica parecchio, mentre per le prime due tematiche sembra più facile prendere una decisione, su questo ultimo quesito tutto si complica, viste le ripercussioni di tipo politico (il referendum è stato portato avanti da un partito). Informazioni se ne possono trovare qui: Wikipedia IlSole24Ore

Ma veniamo al discorso che mi stà più a cuore: ovvero la presenza alle urne degli italiani.

Posso sinceramente comprendere che ad una tornata elettorale ci sia chi per scelta decide di non esprimere il proprio parere, vuoi per superficialità, vuoi perchè lo ritenga inutile, vuoi perchè nessuna proposta pare fare al caso suo; mi sembra invece da idioti decidere di non votare per un referendum, invalidando oltretutto l'unica opportunità in Italia di espressione diretta del cittadino. Trovo da idioti preferire una domenica fuori porta piuttosto che decidere di tornare 15 minuti prima a casa per dare il proprio contributo alla vita del paese, ma soprattutto alla propria. La mia preghiera stà nell'esortare chiunque legga qui ad andare a votare e decidere se votare si, se votare no, se consegnare una scheda nulla o rifiutare la scheda (in tal caso il voto verrebbe considerato come scheda nulla). Trovo fortemente antidemocratico e svilente "sabotare" un referendum cercando di non ottenere il quorum.

Sono sicuro che questi referendum verranno occultati ancora per molto tempo, e, che, verranno organizzate molte "distrazioni" pur di tenere gli elettori con la testa (e soprattutto la matita) lontanti dalle urne. Ma sono altrettanto sicuro che le tematiche afforntate stanno a cuore alla gran parte degli italiani.

Questo mio post vorrebbe stuzzicravi nel far circolare la voce, soprattutto tra chi non frequenta il web, chi si sdraia in poltrona a guardare subrettine e gossip e non sa cosa gli sta succedendo attorno. Svegliamo le coscienze di chi dorme, poi accettiamo i risultati del referendum, ma facciamo in modo che tutti si esprimano.

 

sabato, 05 marzo 2011

Carnevale in filastrocca

Oggi vi regalo la filastrocca che mia figlia va raccontando in giro per la casa:

Carnevale in filastrocca,
con la maschera sulla bocca,
con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi:
sono le toppe d’Arlecchino,
vestito di carta, poverino.
Pulcinella è grosso e bianco,
e Pierrot fa il saltimbanco.
Pantalon dei Bisognosi-
Colombina, - dice, - mi sposi?
Gianduia lecca un cioccolatino
e non ne da niente a Meneghino,
mentre Gioppino col suo randello
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: - E’carnevale,
e ogni scherzo per oggi vale.

gif-coriandoli-animata.gif

 

mercoledì, 19 gennaio 2011

Hanno perso tutti

Il referendum Fiat è passato, e, i poteri, hanno reagito come reagiscono sempre: tutti hanno vinto.

Per il governo il risultato è stato positivo perchè più del 51% ha accettato l'accordo-ricatto

Per l'opposizione è stata una vittoria perchè con un risultato simile la FIAT dovrà mantenere le promesse, ed i lavoratori hanno fatto capire che non sono poi così disposti a rinunciare ai propri diritti

Per i sindacati che hanno firmato l'accordo: è passato il 51% e tutto va bene

Per Fiom e Cgil, è stata una vittoria perchè il risultato non è stato schiacciante e, se si guarda il solo voto degli operai, il si ha vinto per una manciata di voti

Marchionne lascia dichiarazioni come queste al La Repubblica dove sostanzialmente dice di non essere stato capito, di essere una vittma di certe politiche (cavoli sembra quasi di sentir parlare il nostro premier, deve solo più dire che è tutta colpa dei comunisti) e dove promette di esportare il modello contrattuale di Pomigliano e Mirafiori negli altri stabilimenti.

Io, personalmente, ritengo che in questa vicenda (che non è ancora finita) stiano perdendo tutti:

Il governo dimostra sempre più di non controllare la scena economica e sociale del paese

L'opposizione fa quello che ha fatto negli ultimi 12 anni: latita e si nasconde dietro ad un dito

I sindacati si disgregano sempre più e diventano sempre meno rappresentativi e credibili.

Marchionne è cosciente che non può dettar legge, ma ci prova, perchè la priorità è il potere economico dell'azienda (dal punto di vista squisitamente finanziario).

In questo quadro chi ci rimette sono sempre e solo i lavoratori che vengono messi in contrapposizione tra loro, che non ricevono nessuna proposta che gli dia un minimo di prospettiva (non c'è un vero piano aziendale che parli di prodotti, produzione e prospettive di mercato). Colletti bianchi contro tutte blu e tute blu divise tra chi non vuole rinunciare ai propri diritti e tra chi deve per forza tenersi stretto un salario, sia quel che sia.

Ma ci rimette un intero tessuto sociale, legato alla manodopera di tutto l'indotto, quella famosa classe operaia che sembrava non esistere più e che in realtà c'è ed è il motote di un paese dalle politiche prettamente industriali che non riesce a implementare altri settori produttivi.

Ma siamo veramente messi così male? Io penso di si, perchè non esiste solo il problema FIAT, esiste il problema Italia, un paese costantemente in bilico nelle decisioni, dove la classe dirigenziale ottiene il consenso solo per esclusione (si cerca il menopeggio), per referenza (l'importane è avere un curriculum, poi i risultati non contano), e per popolarità (se sei conosciuto la gente ti dà fiducia, l'importante è quello, non i risultati che produci) e, nonostante ciò il consenso è sempre risicato. Il problema Italia è un problema culturale, dove si lascia poco all'oggettività e forse troppo alle passioni, dove nessuno controlla: neanche il popolo.

Un problema di cui tutti siamo responsabili e dove in pochi si assumono la responsabilità di cercare delle soluzioni, dove molti sanno dettare delle soluzioni, ma nessuno vuol dare il buon esempio.

Poniamo che Marchionne da domani si presentasse tutti i giorni in ufficio, senza pause, trattenendo la pipì ( chissà quanto regge senza fare pause? ) mangiando solo la sera, a fine giornata lavorativa e, decurtandosi il compenso... ...forse sarebbe più credibile o no? No, forse sarebbe più credibile se proponesse un piano industriale completo, con nuovi modelli, anzichè bloccare i settori di progettazione (fonti interne alla Fiat mi dicono che oramai si fa tutto negli USA) considerando il futuro del mercato e non il SUV che è una proposta vecchia, trita e ritrita. Magari ricostruendo quel rapporto di collaborzione con il Politecnico di Torino, che sembra non essere più quello di una volta, dove giovani cervelli riempivano gratuitamente di brevetti le scrivanie di FIAT...

Benchè io non pensi che l'industri debba essere il motore produttivo del nostro paese, mi rendo conto che stiamo perdendo qualcosa di importante: economicamente, culturalmente, socialmente e inculatamente...

 
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